Sei casari sardi, sei realtà produttive e una parola che vuole diventare un manifesto: Podéra, “Resisti” in sardo. Nasce così Podéra – Resistenza Casearia Sarda, una nuova associazione che punta a rafforzare il ruolo della caseificazione in azienda agricola e a riportare al centro del dibattito il rapporto tra latte crudo, pascolo, animali, territorio e sapere del casaro.
A fondare l’associazione sono Giuseppe Cugusi di Sa Marchesa, Pietro Ragaglia di Antica Caresi, Elisa Artitzu di Malamida, Gerolamo Sanna di Caseifitziu Mandrolisai, Gian Paskale Piras di Azienda Agricola Murinas e Samuel Lai di Sinnos.
La presentazione ufficiale si terrà il 12 settembre a San Nicolò Gerrei, sede dell’associazione, e riunirà attorno allo stesso tavolo casari, allevatori, docenti universitari e ricercatori. Saranno presenti rappresentanti e ricercatori delle Università di Cagliari e Sassari e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
L’incontro nasce con un obiettivo preciso: mettere in relazione il sapere maturato nelle aziende agricole con quello della ricerca scientifica. Un confronto necessario in un settore nel quale tradizione, innovazione, sicurezza, qualità e sostenibilità devono trovare nuovi punti di equilibrio.
IL LATTE CRUDO COME PUNTO DI PARTENZA
Al centro della giornata ci saranno il latte crudo, il pascolo e la pastorizia, insieme al ruolo delle razze autoctone, alla biodiversità, alle fermentazioni e alle tecniche di caseificazione naturale.
Secondo la visione di Podéra, il formaggio non può essere separato dal contesto in cui nasce. La qualità e l’identità di una produzione casearia sono legate all’animale, alla sua alimentazione, al pascolo, alla stagione, al territorio e alle scelte del casaro.
L’associazione si propone di promuovere e valorizzare i formaggi naturali ottenuti da latte crudo di animali allevati al pascolo, siano essi ovini, caprini, bovini o bufalini, nel rispetto dei principi stabiliti dal proprio statuto.
Tra le pratiche valorizzate rientrano anche l’utilizzo del siero innesto e del latto innesto, espressioni di un patrimonio tecnico e microbiologico che appartiene alla storia della caseificazione e che oggi può essere oggetto di studio e approfondimento.
Un’attenzione particolare sarà dedicata alla pecora di razza sarda e alle altre razze autoctone, elementi fondamentali della biodiversità agricola dell’Isola.
IL CASARO AL CENTRO
Podéra nasce soprattutto per dare riconoscimento alla figura del casaro di azienda agricola.
Un mestiere che non consiste soltanto nel trasformare il latte, ma richiede capacità di osservazione, esperienza, conoscenza degli animali, delle stagioni e dei processi di fermentazione. Un sapere che spesso viene costruito attraverso la pratica quotidiana e tramandato da una generazione all’altra.
L’associazione vuole contribuire a tutelare questo patrimonio, favorendone al tempo stesso l’evoluzione attraverso formazione, ricerca, sperimentazione e confronto.
«Il nostro obiettivo è creare un ponte tra chi ogni giorno lavora il latte e chi lo studia», è il principio che anima il progetto. Tradizione e ricerca non devono essere mondi contrapposti: possono diventare strumenti complementari per costruire il futuro della caseificazione in azienda agricola.
UNA RETE TRA PRODUZIONE E RICERCA
La collaborazione con il mondo universitario rappresenta uno dei primi passi di questo percorso.
L’intento è creare occasioni di studio e confronto sui processi di trasformazione del latte, sulle fermentazioni, sulle caratteristiche delle produzioni ottenute da latte crudo e sul rapporto tra alimentazione e pascolo, qualità del latte e caratteristiche del formaggio.
Ma anche affrontare questioni concrete che riguardano ogni giorno i produttori: come preservare le pratiche tradizionali? Come migliorarle attraverso la ricerca? Come valorizzare le produzioni aziendali? Come trasmettere il mestiere del casaro alle nuove generazioni?
Sono temi che riguardano non soltanto i produttori, ma il futuro stesso delle aree rurali e della pastorizia sarda.
UNA “RESISTENZA” CHE GUARDA AVANTI
Il nome scelto dai fondatori non è casuale.
Podéra significa “Resisti”.
È un invito a non arrendersi davanti alle difficoltà di un settore che deve confrontarsi con trasformazioni economiche, sociali e generazionali, ma anche un invito a non confondere la resistenza con l’immobilità.
Resistere, per Podéra, significa continuare a produrre, continuare a studiare, continuare a fare ricerca e continuare a trasmettere conoscenze.
Significa difendere il valore della pastorizia e della caseificazione aziendale, ma anche avere la capacità di innovare e di costruire nuove relazioni.
Per questo l’associazione intende promuovere formazione e aggiornamento professionale, attività di ricerca e sperimentazione, divulgazione, iniziative culturali e scientifiche, oltre a creare una rete di collaborazione con università, enti, associazioni e realtà analoghe in Sardegna, in Italia e in Europa.
La giornata del 12 settembre 2026, alle ore 17:00, a San Nicolò Gerrei rappresenta dunque il primo appuntamento pubblico di un progetto che vuole partire dal formaggio per parlare di qualcosa di più grande: il futuro della pastorizia, dei territori rurali e dei saperi che la Sardegna rischia di perdere se non vengono riconosciuti, studiati e tramandati.
Podéra nasce dalla Sardegna, ma guarda oltre i suoi confini.
Con una parola antica e un obiettivo molto attuale:
PODÉRA.
RESISTI.


