Cina, rallentano le importazioni lattiero-casearie ma i formaggi continuano a crescere

A luglio gli acquisti dairy cinesi calano del 35%, ma nei primi sette mesi dell’anno formaggi e burro confermano un andamento positivo: il mercato si fa sempre più selettivo per categoria

Dopo un secondo trimestre caratterizzato da una crescita costante, a luglio le importazioni lattiero-casearie della Cina hanno registrato una brusca frenata. Secondo i dati analizzati da Assocaseari su base Trade Data Monitor, i volumi importati sono diminuiti del 35% in Milk Equivalent rispetto allo stesso mese del 2025.

 

Il calo ha interessato quasi tutte le principali categorie, riportando il bilancio complessivo dei primi sette mesi dell’anno circa il 5% sotto i livelli del 2025. Tuttavia, il dato generale nasconde dinamiche molto diverse: mentre alcune commodity tradizionali come polveri, siero e lattosio mostrano una contrazione, formaggi e burro continuano a crescere, confermando una domanda cinese sempre più orientata alla selettività.

 

Tra le categorie più interessanti troviamo proprio i formaggi. A luglio la Cina ha importato 13.335 tonnellate, con una riduzione del 30% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, principalmente per la diminuzione delle forniture dalla Nuova Zelanda.

 

Nonostante il calo mensile, il dato cumulato rimane positivo: da gennaio a luglio le importazioni hanno raggiunto 134.908 tonnellate, con una crescita del 16% rispetto al 2025. L’aumento è stato sostenuto dai maggiori arrivi da Nuova Zelanda, Australia, Unione Europea e Regno Unito.

 

Situazione opposta per alcune categorie storicamente importanti per il mercato cinese. Le importazioni di latte scremato in polvere (SMP) sono diminuite del 19% a luglio, portando il bilancio dei primi sette mesi a -20%. Anche il siero ha registrato una contrazione mensile del 31%, mentre il lattosio continua a mostrare una forte riduzione degli acquisti.

 

Il latte intero in polvere (WMP) ha registrato il calo più evidente del mese, con importazioni inferiori del 48%. Tuttavia, il dato annuale rimane positivo: nei primi sette mesi del 2026 gli acquisti hanno raggiunto 300.782 tonnellate, segnando un aumento del 3%.

 

In controtendenza il burro, che continua il trend positivo già osservato nei mesi precedenti. A luglio le importazioni sono cresciute del 13%, mentre nel periodo gennaio-luglio hanno raggiunto 75.188 tonnellate, con un incremento del 12%.

 

Il quadro complessivo evidenzia quindi un cambiamento nella domanda cinese: non si tratta semplicemente di una riduzione degli acquisti lattiero-caseari, ma di una trasformazione del mercato, con categorie che rallentano e altre, come formaggi e burro, che continuano a trovare spazio.

 

Per le aziende esportatrici, la Cina resta quindi un mercato strategico, ma sempre più complesso, dove capacità di adattamento, qualità e valorizzazione delle produzioni saranno elementi fondamentali.

 

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