Le imprese italiane guardano a nuovi mercati per rafforzare l’export del made in Italy. Secondo la Mappa dell’Export 2026 di Sace, Brasile, India, Marocco ed Emirati rappresentano destinazioni strategiche. Inoltre, il Piano Mattei rafforza i rapporti con Marocco ed Egitto, mentre l’accordo Mercosur potrebbe favorire l’accesso al mercato brasiliano per diverse filiere industriali. Allo stesso tempo, Arabia Saudita ed Emirati offrono opportunità legate ai grandi progetti infrastrutturali e urbani che coinvolgono ingegneria, costruzioni e manifattura avanzata.
Sace, gruppo assicurativo-finanziario partecipato dal ministero dell’Economia, supporta da quasi cinquant’anni le imprese italiane nella gestione dei rischi legati all’internazionalizzazione e all’accesso ai mercati esteri. Tuttavia, l’attuale contesto geopolitico richiede strategie più articolate. La guerra dei dazi riaccesa negli Stati Uniti ha infatti spinto molte aziende europee a diversificare le destinazioni commerciali.
Secondo Sace, tuttavia, diversificare non significa abbandonare i mercati tradizionali. Le imprese devono continuare a presidiare anche i Paesi già consolidati, compresi gli Stati Uniti, pur cercando nuovi sbocchi commerciali. Inoltre, l’Italia dipende fortemente dalle esportazioni: quasi il 40% del Pil deriva dall’export. Nel 2025 il Paese ha infatti superato il Giappone diventando il quarto esportatore mondiale. Proprio per questo motivo, l’apertura verso nuovi mercati rappresenta una leva fondamentale per sostenere la crescita delle imprese italiane.