L’applicazione provvisoria dell’accordo Ue-Mercosur apre nuove prospettive per l’export italiano e potrebbe rafforzare la presenza delle imprese nei mercati sudamericani. Secondo le stime, l’interscambio commerciale potrebbe superare i 14 miliardi di euro nel medio periodo, raddoppiando in cinque-dieci anni. Inoltre, la rimozione immediata dei dazi, che in alcuni settori superano il 20%, garantirebbe risparmi significativi alle imprese europee, stimati in circa quattro miliardi di euro.
L’Italia risulta già tra i Paesi più presenti nell’area Mercosur, con oltre 13mila imprese esportatrici e numerose filiali operative. Tuttavia, l’accordo non riguarda soltanto i volumi commerciali. Al contrario, potrebbe rafforzare la qualità delle esportazioni italiane nei comparti ad alto valore aggiunto, come farmaceutica, macchinari, automotive e chimica.
Allo stesso tempo, il settore agricolo osserva l’accordo con maggiore cautela. La filiera zootecnica italiana, che vale oltre 20 miliardi di euro, teme infatti possibili squilibri competitivi. Coldiretti chiede quindi che l’apertura dei mercati rispetti gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali richiesti agli agricoltori europei. Inoltre, il comparto agroalimentare sottolinea l’importanza di proteggere le indicazioni geografiche, dalle DOP alle IGP, che rappresentano un elemento centrale del valore del Made in Italy alimentare.