Il cambiamento climatico e l’aumento dei costi stanno ridisegnando gli scenari dell’agricoltura italiana. In Toscana, il 2025 ha mostrato un quadro complesso: la produzione agricola regionale ha raggiunto un valore di 4,17 miliardi di euro, con una crescita rispetto all’anno precedente, ma il dato positivo è legato soprattutto all’aumento dei prezzi e non a un reale incremento della produzione.
A fronte di una crescita del 3,1% della produzione a valori correnti, infatti, in termini reali l’attività agricola ha registrato una contrazione dello 0,7%, mentre il valore aggiunto del settore è diminuito dell’1,7%. Parallelamente, i costi sostenuti dalle imprese agricole sono tornati a crescere, aumentando la pressione economica sulle aziende.
Zootecnia e olio trainano il comparto
Il quadro varia molto in funzione delle diverse filiere. Secondo i dati Irpet, nel 2025 la zootecnia è stata uno dei comparti più dinamici, con una crescita del 7,4% in valore nominale, favorita anche dalla riduzione del costo dei mangimi. In particolare, le carni bovine hanno registrato un aumento del 19,6% in valore, mentre il comparto avicolo è cresciuto del 15,1%.
Anche l’olio extravergine di oliva ha mostrato una performance positiva, con una crescita della produzione dell’11,4% in valore e del 13,6% in termini reali.
Di segno opposto il settore vitivinicolo, che dopo la ripresa del 2024 ha subito una forte contrazione: la produzione di vino è diminuita dell’11,5% in valore e del 10% in termini reali, con una riduzione significativa anche per il vino imbottigliato.
Il cambiamento climatico mette alla prova le produzioni tipiche
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda gli effetti del clima sulle produzioni agricole di qualità. Secondo la Piattaforma nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, l’agricoltura sarà sempre più esposta a riduzioni della produttività e a possibili variazioni qualitative dei prodotti.
Questi cambiamenti potrebbero avere conseguenze particolarmente importanti sulle produzioni legate al territorio, comprese le DOP, IGP e IGT, dove il rapporto tra ambiente, materie prime e caratteristiche del prodotto rappresenta un elemento fondamentale dell’identità.
L’Italia è oggi il primo Paese europeo per numero di prodotti certificati, con 856 specialità tra cibi e vini a denominazione, mentre la Toscana conta 32 prodotti alimentari DOP e IGP e 58 denominazioni vitivinicole.
La sfida per il futuro sarà quindi trovare un equilibrio tra tutela della qualità, adattamento climatico e sostenibilità economica delle aziende agricole. Per le filiere agroalimentari legate al territorio, il cambiamento non riguarda soltanto la capacità produttiva, ma anche la possibilità di preservare quei caratteri distintivi che rendono un prodotto unico.



