L’export lattiero-caseario dell’Unione Europea prosegue il trend positivo anche nei mesi di marzo e aprile 2026, consolidando la crescita del primo quadrimestre. Secondo il report di Trade Data Monitor analizzato da Assocaseari, in equivalente latte l’export UE cresce dell’1% a marzo e del 4% ad aprile, con un aumento cumulato del 4% rispetto all’inizio dell’anno. A guidare la dinamica sono formaggi, burro e latte scremato in polvere (SMP), mentre il siero continua a risentire della debolezza della domanda cinese.
Export formaggi: domanda solida e mercati diversificati
Le esportazioni di formaggi confermano un andamento positivo: 126.682 tonnellate a marzo (+10% su base annua) e 124.890 tonnellate ad aprile (+6%), per un totale da inizio anno di 475.814 tonnellate (+6%). I mercati principali sono il Regno Unito, Giappone, Cile e Messico, con un contributo crescente dall’area MENA ad aprile. Gli Stati Uniti restano strategici, ma registrano un calo dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025, evidenziando una maggiore differenziazione tra mercati.
Burro e butteroil: crescita guidata dagli USA
Il burro mostra una dinamica particolarmente positiva: 26.039 tonnellate a marzo (+48%) e 28.939 tonnellate ad aprile (+34%), con un totale nel quadrimestre di 98.993 tonnellate (+35%). Gli Stati Uniti rappresentano il 26% delle esportazioni e segnano un aumento del 56% da inizio anno. Anche MENA e Turchia contribuiscono significativamente, mentre i flussi verso il Regno Unito crescono solo marginalmente.
Il butteroil, pur su volumi più contenuti, mantiene un trend positivo: 2.523 tonnellate a marzo (+59%) e 2.216 tonnellate ad aprile (+31%), per un totale di 8.324 tonnellate (+29%).
Latte scremato in polvere (SMP) e siero
L’SMP conferma la crescita con 70.292 tonnellate a marzo (+5%) e 82.141 tonnellate ad aprile (+7%), per un cumulato di 287.063 tonnellate (+9%). La crescita è trainata soprattutto dall’area MENA, in particolare dall’Egitto.
Il siero continua invece a soffrire: 61.445 tonnellate a marzo (-11%) e 57.888 tonnellate ad aprile (-13%), con un calo del 5% nel cumulato. Il principale fattore negativo resta la Cina, mentre Nigeria e Regno Unito registrano flessioni minori. Alcuni flussi nel Sud-est asiatico hanno compensato solo parzialmente il calo.
Logistica e flussi globali
Le tensioni geopolitiche e logistiche influenzano i mercati del Golfo: ad aprile le esportazioni UE si sono riprese dopo cali legati alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Gli Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Iran sono stati i più colpiti, mentre Arabia Saudita, Oman, Yemen e Giordania hanno registrato incrementi. Questo conferma quanto la logistica rimanga un fattore chiave per l’export dairy.
Importazioni UE: burro in crescita, butteroil in calo
Sul fronte import, il burro aumenta del 58% a marzo e del 52% ad aprile, trainato da Regno Unito e Nuova Zelanda. Il butteroil, invece, registra una contrazione dei flussi dai principali fornitori, tra cui la Nuova Zelanda, mentre USA e Regno Unito restano principali player.
Conclusioni
Il primo quadrimestre 2026 conferma la competitività dell’UE sui mercati esteri, con formaggi, burro e SMP a trainare l’export. La crescita non è uniforme: Cina e Nigeria frenano il siero, la logistica condiziona i flussi in Medio Oriente, mentre Stati Uniti e MENA restano mercati chiave. Il quadro conferma che per le imprese europee il 2026 resta un anno di opportunità, ma richiede attenzione alle dinamiche globali e alla geografia della domanda selettiva.
Fonte: Assocaseari – Trade Data Monitor