Dopo quasi due anni dalla presentazione, torna al centro del dibattito il tema dell’etichettatura dei prodotti caseari a latte crudo. Il disegno di legge 1205, assegnato alle Commissioni del Senato nel novembre 2024 ma mai entrato nella fase di esame, mira a rafforzare le informazioni rivolte ai consumatori, con particolare attenzione alle famiglie con bambini piccoli.
La questione è stata rilanciata il 16 luglio scorso durante la conferenza stampa “Etichette chiare per proteggere i bambini”, organizzata nella Sala Nassirya del Senato dal senatore Lorenzo Basso, insieme a Sonia Gerelli e Marco Damonte, fondatori dell’associazione “Il Trenino di Elia ODV”, con la partecipazione della senatrice Dolores Bevilacqua.
L’obiettivo della proposta non è vietare la produzione o la vendita dei formaggi a latte crudo, ma avviare un confronto parlamentare sulle modalità più efficaci per garantire una corretta informazione al consumatore.
Il contenuto del Ddl 1205
Il disegno di legge, presentato il 30 luglio 2024 e assegnato alle Commissioni riunite 9ª e 10ª del Senato, interviene sull’articolo 8 del decreto-legge 158/2012.
La proposta prevede, per alcuni prodotti caseari a latte crudo freschi o a media stagionatura, l’introduzione di un’avvertenza obbligatoria in etichetta relativa al rischio per la salute dei bambini sotto i dieci anni. La dicitura, che dovrà essere definita attraverso un successivo decreto ministeriale, dovrà essere chiaramente visibile e leggibile.
Il provvedimento non introduce limitazioni alla produzione né al consumo, ma punta a fornire un’informazione aggiuntiva per una fascia considerata più vulnerabile agli effetti delle infezioni da Escherichia coli produttore di Shiga-tossina (STEC), responsabili nei casi più gravi della sindrome emolitico-uremica (SEU).
Tra gli aspetti che dovranno essere approfonditi in sede parlamentare ci sono anche le definizioni operative di “fresco” e “media stagionatura”, fondamentali per individuare le produzioni coinvolte.
Sicurezza e trasparenza nella filiera
Il tema del latte crudo richiede un equilibrio tra due esigenze: la valorizzazione di un patrimonio caseario storico e la tutela della salute pubblica. I formaggi prodotti con latte non pastorizzato rappresentano infatti una parte importante della cultura gastronomica italiana, ma richiedono una gestione rigorosa del rischio.
Per allevatori e caseifici gli strumenti principali restano la qualità igienico-sanitaria degli allevamenti, il controllo delle contaminazioni, l’autocontrollo aziendale e l’applicazione delle corrette procedure di gestione del rischio microbiologico.
Accanto agli aspetti produttivi, il dibattito riguarda quindi anche il rapporto tra filiera e consumatore: una comunicazione chiara può essere uno strumento di prevenzione, purché costruita su basi scientifiche e senza generare messaggi semplicistici che penalizzino ingiustamente produzioni tradizionali.
La storia di Elia e l’impegno per l’informazione
Alla base dell’iniziativa c’è anche la storia di Elia, morto nel maggio 2024 a seguito delle conseguenze di una grave SEU. I genitori, Sonia Gerelli e Marco Damonte, hanno trasformato questa esperienza nella nascita dell’associazione “Il Trenino di Elia ODV”, impegnata nella sensibilizzazione e nella prevenzione.
A quasi due anni dalla presentazione del Ddl, il prossimo passaggio sarà quindi l’apertura del confronto parlamentare. Un momento necessario per mettere in dialogo istituzioni, comunità scientifica e operatori della filiera, con l’obiettivo di trovare un equilibrio tra sicurezza alimentare, informazione corretta e tutela delle produzioni casearie a latte crudo.
Fonte: Ruminantia