La ricerca sulla bufala sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Non più soltanto una specie da valorizzare per le sue produzioni lattiero-casearie, ma un modello strategico per affrontare le sfide della zootecnia moderna: sostenibilità, benessere animale, innovazione tecnologica e sicurezza alimentare.
Questi saranno i temi centrali del World Buffalo Congress 2026, in programma a Sorrento dal 28 al 30 ottobre, organizzato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, dal Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP e dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno. L’interesse internazionale è confermato dai numeri: sono stati presentati 283 abstract scientifici, provenienti da 28 Paesi, con contributi dedicati a genetica, riproduzione, salute animale, nutrizione, qualità delle produzioni e sostenibilità.
La genomica cambia la selezione della bufala
Uno dei principali ambiti di ricerca riguarda il miglioramento genetico. Se in passato la selezione era basata soprattutto sulle performance produttive osservate negli allevamenti, oggi gli strumenti genomici permettono di individuare precocemente caratteristiche legate a fertilità, qualità del latte, resistenza alle patologie, efficienza alimentare e adattamento agli stress ambientali.
La genomica diventa quindi uno strumento concreto per orientare i programmi di selezione della bufala mediterranea italiana e delle popolazioni allevate nel mondo, mantenendo al tempo stesso attenzione alla biodiversità genetica delle razze locali.
Allevamenti sempre più digitali
La seconda grande area di innovazione riguarda la Precision Livestock Farming. Sensori, sistemi di monitoraggio automatico, telecamere intelligenti e algoritmi di intelligenza artificiale stanno modificando la gestione quotidiana degli allevamenti.
Queste tecnologie permettono di raccogliere dati in tempo reale su attività, alimentazione, temperatura corporea, comportamento e stato sanitario degli animali. L’obiettivo non è sostituire l’esperienza dell’allevatore, ma fornire strumenti più precisi per migliorare decisioni, efficienza produttiva e benessere della mandria.
Riproduzione, salute e approccio One Health
La ricerca sulla riproduzione rimane uno dei pilastri dello studio della bufala. Gli approfondimenti riguardano nuovi biomarcatori di fertilità, microbioma uterino, protocolli di sincronizzazione dell’estro e tecniche avanzate di inseminazione artificiale.
Grande attenzione sarà dedicata anche alla salute della mammella, alla biosicurezza e alla riduzione dell’utilizzo degli antimicrobici, seguendo il principio One Health, che integra salute animale, salute umana e ambiente.
Sostenibilità come elemento trasversale
La sostenibilità rappresenta il filo conduttore dell’intero congresso. Gli studi presentati affrontano temi come riduzione delle emissioni, miglioramento dell’efficienza alimentare, utilizzo di sottoprodotti agroindustriali, economia circolare e valorizzazione del siero di latte.
L’obiettivo della ricerca è sviluppare sistemi produttivi capaci di utilizzare meglio le risorse disponibili, migliorando contemporaneamente qualità delle produzioni e impatto ambientale.
L’Italia protagonista della ricerca internazionale
Un dato significativo riguarda il ruolo dell’Italia: il nostro Paese è quello con il maggior numero di contributi scientifici presentati, superando anche nazioni storicamente importanti per l’allevamento bufalino come India e Pakistan.
Un risultato che conferma come la filiera italiana non sia protagonista solo nella trasformazione del latte e nella produzione della Mozzarella di Bufala Campana DOP, ma anche nella ricerca applicata alla genetica, alla nutrizione, alla riproduzione e alle tecnologie digitali.
Il World Buffalo Congress 2026 sarà quindi un’occasione per mostrare una filiera in evoluzione, dove tradizione produttiva e innovazione scientifica lavorano insieme per costruire la bufala del futuro.
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Fonte: World Buffalo Congress 2026 https://wbc2026.org/index.php