Una Montagna di Formaggi: Valtellina Casera e Bitto tra tradizione e innovazione

Il Consorzio racconta la filiera attraverso ebook e podcast, valorizzando territorio, produttori e cultura alimentare della Valtellina

 

Debutta online “Una Montagna di Formaggi Valtellina Casera e Bitto, Storie di DOP”, un progetto multimediale che unisce ebook e podcast per raccontare in modo corale e contemporaneo due delle produzioni più identitarie dell’arco alpino lombardo. L’iniziativa, presentata dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago e Bitto a Milano, propone 11 storie emblematiche, affidate ai giornalisti Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni, disponibili gratuitamente sulle principali piattaforme di streaming (Spotify, Apple Podcasts, YouTube, Amazon Music) e, successivamente, sul sito del Consorzio.

L’obiettivo del progetto è far conoscere fuori dalla Valtellina una filiera che unisce produzione, presidio territoriale e valore culturale. Il Consorzio rappresenta oggi 120 produttori di materia prima e 71 tra produttori e stagionatori, con un valore alla produzione di 16,3 milioni di euro e 248.946 forme marchiate. Il Ragusano DOP rappresenta, dopo la Bresaola della Valtellina IGP, la seconda voce dell’agroalimentare DOP della provincia di Sondrio e circa il 30% dell’economia lattiero-casearia locale. Il progetto sottolinea come l’attività degli alpeggiatori sia fondamentale: non solo produttori, ma custodi del paesaggio alpino e della biodiversità dei pascoli, garanti della continuità della montagna.

Il Bitto DOP, prodotto esclusivamente in alpeggio tra i 1.400 e 2.300 metri in provincia di Sondrio e Lecco, con mungiture due volte al giorno, mostra tutta la complessità e la perizia artigianale della filiera: 12.857 forme prodotte nell’estate 2025 da 45 alpeggiatori e stagionatori. A valle, il Valtellina Casera DOP, semigrasso e prodotto tutto l’anno, ha superato le 236mila forme nel 2025 (+6,7%), con un trend positivo anche nei primi mesi del 2026 (+10%).

Il racconto si sviluppa attraverso tredici voci: alpeggiatori, casari, stagionatori e operatori che incarnano la continuità di un sapere antico che guarda al futuro, con passaggi generazionali, donne impegnate a portare avanti la tradizione di famiglia, e giovani produttori innovativi. Tra le storie emblematiche, quella di Davide Codazzi, allevatore-casaro di Moda Vegia con 264mila follower su Instagram, racconta quotidianità e sfide dell’alpeggio, tra meteo avverso e lavoro intenso, ma anche visione e sostenibilità futura. Non mancano storie come quella della famiglia Grassi, di Paolo Ciapponi e di Viola Vanini, tutte esempi di passione, innovazione e rispetto per il territorio.

Il progetto restituisce un quadro realistico del lavoro artigianale, delle stagionature lente e della cura nel dettaglio, senza dimenticare l’impatto gastronomico quotidiano: piatti come i Pizzoccheri, recentemente celebrati dal New York Times, vedono il Valtellina Casera DOP come protagonista, esaltando il legame tra tradizione, territorio e gusto.

L’iniziativa combina narrazione, patrimonio e esperienza sensoriale, trasformando la conoscenza del formaggio in un racconto di sistema. Come sottolinea Eugenio Signoroni, “Chi non è mai stato in Valtellina ci vada subito”: Una Montagna di Formaggi supera la semplice comunicazione di prodotto, mostrando come la filiera sia il cuore di un territorio capace di coniugare tradizione e contemporaneità.

Il progetto è realizzato da Topic, con testi di Eugenio Signoroni e fotografie di Phil Gale, Roberto Ganassa e Andrea Gherardi. Il podcast, ideato da Marco Bolasco e prodotto da Piano P, permette di ascoltare le voci dei protagonisti della filiera direttamente dalle stalle e dai caseifici, offrendo un’esperienza immersiva unica nel suo genere. Carlo Annese, fondatore di Piano P, sottolinea l’importanza del giornalismo audio per raccontare cultura, lavoro e tradizione in presa diretta, valorizzando il ruolo educativo e identitario dei formaggi della Valtellina.

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