Rapporto Ismea-Qualivita 2025: formaggi DOP e IGP al centro della Dop economy italiana

Rapporto Ismea-Qualivita 2025: formaggi DOP e IGP al centro della Dop economy italiana

La XXIII edizione del Rapporto Ismea-Qualivita conferma la crescita strutturale della Dop economy, che nel 2024 raggiunge 20,7 miliardi di euro alla produzione (+3,5% sul 2023; +25% rispetto al 2020), pari al 19% del valore agroalimentare nazionale. L’export delle IG supera 12,3 miliardi di euro, con il doppio record di cibo (5,15 mld) e vino (7,19 mld).

Il quadro normativo è segnato dall’entrata in vigore del Reg. (UE) 2024/1143, che unifica le regole su cibo, vino e bevande spiritose, riconoscendo le IG come “beni culturali” e rafforzando ruolo dei Consorzi e tutela ex officio. Il Ministro Lollobrigida richiama il valore identitario delle IG, elemento strategico per reddito, lavoro e turismo.

 

Il peso dei formaggi DOP e IGP
 La Dop economy del cibo vale 9,64 miliardi di euro, con una crescita del +7,7%. Il comparto caseario ne rappresenta il cuore: i formaggi DOP-IGP raggiungono 5,9 miliardi di euro alla produzione (+10,5%), pari al 61% del valore del cibo certificato. L’export supera 3 miliardi di euro (+16%), pesando per il 59% sulle vendite estere del cibo IG.
La produzione certificata sale a 583 mila tonnellate (+2,6%), massimo degli ultimi cinque anni. Il settore conta 57 denominazioni, 43 Consorzi, oltre 24mila operatori e 93.500 addetti.

 

Le grandi DOP
 Il valore è fortemente concentrato: Grana Padano DOP guida con 2,185 miliardi di euro (+23,3%), seguito da Parmigiano Reggiano DOP a 1,760 miliardi (+10,1%). Completano il quadro Mozzarella di Bufala Campana DOP (529 milioni), Gorgonzola DOP (460 milioni) e Pecorino Romano DOP (338 milioni). Queste DOP rappresentano sistemi organizzativi complessi, con strategie di programmazione, posizionamento e presidio dei mercati internazionali.

 

Geografia della Dop economy
 Crescono 14 regioni su 20. Il Nord-Est resta la principale area IG: 11,24 miliardi di euro (+2,8%), trainata da Veneto, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia. Il Nord-Ovest registra il +7,1%, con la Lombardia a 2,9 miliardi (+13,1%).
Sud e Isole crescono del +3,4%, con Campania (945 milioni), Puglia (+12,2%) e Sicilia (+4%). In queste aree, le DOP casearie si intrecciano con filiere ovine e bufaline, rappresentando uno strumento di reddito e occupazione nelle zone interne.

 

Consumi, GDO e sfide internazionali
 Nella GDO italiana la spesa per DOP-IGP raggiunge 6,2 miliardi di euro, di cui 2,6 miliardi in formaggi, categoria leader anche nei discount.
All’estero, USA, Germania, Francia e Regno Unito restano i mercati principali. I dazi statunitensi generano criticità: il 50% delle filiere IG segnala impatti negativi e il 61% avvia strategie di diversificazione, pur ritenendo contenuti gli effetti nel lungo periodo.

 

IG come patrimonio culturale ed economico
 Il Rapporto ribadisce che le IG non sono solo strumenti di qualità, ma un modello produttivo che genera valore diffuso e tutela il paesaggio rurale. Ismea e Qualivita evidenziano la necessità di strategie unitarie di promozione e sostenibilità.

Per il comparto caseario, la crescita del 2025 conferma opportunità e responsabilità: programmare la produzione, investire in innovazione e comunicazione, presidiare i mercati e rispondere a un consumatore sempre più attento a origine, benessere animale e sostenibilità di filiera.

 

Fonte: RAPPORTO_ISMEA_QUALIVITA_2025

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